Un nuovo approccio può aiutare i giovani a vivere meglio con i sintomi persistenti dopo il Covid?

Un nuovo approccio può aiutare i giovani a vivere meglio con i sintomi persistenti dopo il Covid?

Un team di ricercatori britannici ha testato un metodo originale per sostenerli. L’idea era di combinare esercizi di respirazione adattati e una terapia narrativa. Quest’ultima invita i giovani a raccontare la propria storia e a identificare le proprie risorse per affrontare meglio le difficoltà. L’obiettivo non era solo ridurre i sintomi fisici, ma anche aiutarli a ritrovare fiducia in sé stessi e a sentirsi meno isolati.

Trentadue adolescenti hanno partecipato a questa sperimentazione. Metà di loro ha beneficiato di sessioni di gruppo oltre alle cure abituali, mentre l’altra metà ha continuato a ricevere solo i trattamenti standard. Le sessioni si svolgevano online e duravano tre ore e mezza. Erano condotte da un fisioterapista specializzato e da uno psicologo. I partecipanti imparavano a gestire meglio il respiro e condividevano le proprie esperienze con altri giovani nella stessa situazione.

I feedback sono stati positivi. Gli adolescenti hanno apprezzato il formato online, che permetteva loro di partecipare da casa, in un ambiente rassicurante. Molti hanno sottolineato l’importanza di sentirsi ascoltati e compresi. Sapere che altri vivevano le stesse difficoltà li ha aiutati a relativizzare e a trovare strategie per andare avanti. Gli esercizi di respirazione, invece, sono stati percepiti come utili per alleviare le sensazioni di affanno e stress.

Un riscontro ha particolarmente colpito i ricercatori: quasi l’85% dei partecipanti presentava un disturbo del pattern respiratorio. Ciò significa che il loro modo di respirare, spesso troppo rapido o superficiale, aggravava i sintomi come capogiri o dolori toracici. Questi disturbi non sono legati a un problema polmonare, ma piuttosto a uno squilibrio nel modo in cui il corpo gestisce la respirazione. Esercizi mirati permettono di correggerli.

Nel corso dei mesi, i ricercatori hanno osservato un miglioramento generale dei sintomi in tutti i partecipanti, indipendentemente dal fatto che avessero seguito l’intervento o meno. Ciò suggerisce che il tempo gioca un ruolo chiave nel recupero. Tuttavia, i giovani che hanno partecipato alle sessioni di gruppo hanno espresso un benessere emotivo più marcato. Hanno anche riportato una migliore qualità della vita e meno affaticamento nella quotidianità.

Questo approccio non guarisce la sindrome post-Covid, ma offre strumenti concreti per viverla meglio. Mostra anche l’importanza di affrontare questi disturbi sia dal punto di vista fisico che psicologico. I disturbi respiratori, spesso sottovalutati, meritano un’attenzione particolare, poiché possono essere all’origine di numerosi sintomi invalidanti.

I ricercatori insistono sulla necessità di proseguire gli studi per perfezionare questi metodi e renderli accessibili a più giovani. Sottolineano anche l’importanza di un follow-up personalizzato, poiché ogni adolescente reagisce in modo diverso. Nel frattempo, questa esperienza apre una pista promettente per migliorare la vita quotidiana di coloro che faticano a ritrovare una vita normale dopo il Covid.


Sources du média

Document de référence

DOI : https://doi.org/10.1007/s00431-026-06840-7

Titre : The breath and mind connection in young people with post-COVID syndrome: feasibility and acceptability of a pilot randomised co-designed intervention

Revue : European Journal of Pediatrics

Éditeur : Springer Science and Business Media LLC

Auteurs : Charlotte Wells; Deborah Christie; Rebecca Johnston; Faye Knight; Monica Samuel; Terry Y. Segal; Mark Shevlin; Rachel Sparrow; Deborah Woodman; Samatha Sonnappa

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